5.12.06

 

Tra uomini e donne gap di salari tra i 4 e i 10 mila euro


La situazione salariale e previdenziale delle donne è "allarmante": il gap per le retribuzioni nette annue delle donne, rispetto agli uomini, va dai 3.800 euro per i dipendenti a tempo indeterminato agli oltre 10 mila degli autonomi.

Ma non solo. Le donne si trovano con maggior frequenza a vivere il precariato (il 54% dei lavoratori subordinati è donna) con percentuali di permanenza che sono oltre il doppio di quello dei colleghi maschi. A dare il quadro delle disparità di trattamento nel lavoro è stato il ministro del lavoro Cesare Damiano che, insieme al sottosegretario Rosa Rinaldi, ha presentato alla stampa le iniziative del suo ministero in vista del 2007, Anno europeo per le pari opportunità. Fra queste, il "bollino rosa", una certificazione, un simbolo, per aziende pubbliche e private che indicherà la non discriminazione salariale fra donne e uomini.

Per le donne si rileva un "pericoloso fenomeno: il progressivo impoverimento del lavoro femminile, per cui centinaia di migliaia di donne lavoratrici, spesso single e capofamiglia si trovano a rischio di povertà (sotto i 7 mila euro di reddito) con carichi di lavoro particolarmente pesanti ed aggravati dal rischio continuo della non rinnovabilità del contratto". Altri dati della disparità di genere nel lavoro. Una donna su 5 fa un lavoro che richiede una formazione inferiore a quella di cui è in possesso; la nascita di un figlio toglie oggi più di una donna su 10 dal mondo per lavoro; il 40% delle donne che non lavora, lo fa per prendersi cura dei figli, mentre il 35% è scoraggiata dall'assenza di opportunità lavorative, in particolare fra le più istruite e le residenti nel sud. A fronte di un titolo di studio più elevato, le donne ricoprono professioni meno prestigiose e, in percentuale maggiore rispetto ai colleghi maschi, svolgono professioni senza qualifica.

Discriminazioni anche al momento della pensione: alle donne il 76% (2.6 milioni) del trattamento integrato al minimo (ossia sotto i 500 euro); le donne mono-pensionate sono il 64,8% del totale, con un importo medio annuo di circa 7.300 euro. Ed ancora. Solo l'1,2% delle donne arriva ad avere 40 anni di contributi, il 9% arriva a una contribuzione tra i 35 e 40 anni, e ben il 52% è al di sotto dei venti. (Ansa)

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"La donna libera dall’uomo, tutti e due liberi dal Capitale"

(Camilla Ravera - L’Ordine Nuovo, 1921)

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Sciopero generale, subito!

Stop agli omicidi del profitto! Blocchiamo per un giorno ogni attività. Fermiamo la mano assassina del capitale. Organizziamoci nei posti di lavoro in comitati autonomi operai con funzioni ispettive. Vogliamo uscire di casa... e tornarci!

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