22.10.07

 

Fermiamo il femminicidio di Ciudad Juarez!


Prosegue implacabile il rapimento, lo stupro, la tortura e l'uccisione di donne nella città messicana di Ciudad Juarez, al confine con gli Stati Uniti d'America, dove ad oggi sono state uccise 413 donne e 600 risultano scomparse, secondo dati ufficiali sotto stimati.

E' la terrificante risposta dei padroni delle maquilladoras, le aziende installate dopo gli accordi del libero scambio con gli Usa, alle lotte delle donne per la difesa delle proprie condizioni di lavoro e di vita. In queste aziende, ove si assemblano televisori, computer, ecc. viene sfruttata soprattutto manodopera femminile perchè più a buon mercato e, in genere, docile e laboriosa. Non appena una operaia accenna ad alzare la testa... sparisce. Lo stesso accade per qualunque donna che si incammini sulla via dell'autonomia femminile, in quanto di ostacolo al mantenimento dello status quo (cioè, al fiume di profitti generato dalla condizione di oppressione delle donne).

Nel 2001 Marisela Ortiz e Norma Andrade hanno fondato l'Associazione Nuestras Hijas de Regreso a Casa (Le Nostre Figlie di Ritorno a Casa), che ha un sito web: www.mujeresdejuarez.org/.

Manifestiamo in tutti i modi possibili, anche facendo girare questo post e l'indirizzo web dell'Associazione, la nostra solidarietà di genere e di classe alle donne di Ciudad Juarez! A morte i massacratori di donne! Per lo sviluppo dell'organizzazione autonoma di lotta femminile contro il capitalismo e il patriarcato per il comunismo!

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"La donna libera dall’uomo, tutti e due liberi dal Capitale"

(Camilla Ravera - L’Ordine Nuovo, 1921)

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Sciopero generale, subito!

Stop agli omicidi del profitto! Blocchiamo per un giorno ogni attività. Fermiamo la mano assassina del capitale. Organizziamoci nei posti di lavoro in comitati autonomi operai con funzioni ispettive. Vogliamo uscire di casa... e tornarci!

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