12.2.08

 

La donna che abortisce è una criminale!


Ieri pomeriggio super blitz al nuovo policlinico di Napoli nel reparto di ostetricia. (Riceviamo i due comunicati e pubblichiamo)

Una bomba a forma di pancione? no. Camorristi con la cuffia da infermier@? no. Una scena di RIS, carabinieri, la squadra o scuola di polizia? nemmeno. Sette uomini in divisa hanno fatto irruzione ieri pomeriggio al nuovo policlinico per "indagare" su un interruzione di gravidanza di un feto malformato.

I paladini del /Sacro Embrione/ cercavano un'irregolarità nella procedura di aborto, segnalata, dicono, da una telefonata anonima.

Evidentemente il movimento per la vita sta studiando nuove forme di pressione psicologica, giocando anche sulla leggendaria arguzia delle nostre forze dell'ordine, sempre capaci di fiutare un vero reato! Infatti si trattava di una folle bufala... La donna è stata spaventata, interrogata , messa sotto pressione dopo soli 20 minuti dall'aborto e con lei anche la sua vicina di letto.

Criminalizzate entrambe in un momento così delicato. Di cosa altro ci accuseranno? Cospirazione alla vita? Sovversione al ruolo di madre? Capi di reato che fanno luccicare gli occhi alle alte gerarchie ecclesiastiche, ai pancioni del tubo catodico come Ferrara, a vecchi e nuovi fascisti che parlano da balconi, pulpiti, microfoni, salotti televisivi e aule del parlamento.

Non si tratta di una fatto di cronaca e nemmeno di un ennesimo ma isolato episodio che vede calpestati i diritti.

Quando si parla di donne purtroppo da un pò di tempo a questa parte si parla di una strategia di attacchi ripetuti e collegati tra di loro che mirano non a ledere ma a cancellare del tutto quei diritti che il movimento delle donne si è conquistato e che sono il requisito *minimo* per cui oggi si sentono meno casi di donne morte sotto i ferri da calza delle mammane per un aborto clandestino.

Questo non è un semplice comunicato, perchè come altre volte nella storia non ci limiteremo a denunciare ma resisteremo fino a quando non sarà solo la donna a scegliere per sè e l'autodeterminazione l'unico metro per giudicare le decisioni prese sul nostro corpo.

degeneri@autistiche.org - http://degeneri.noblogs.org/

collettivo femminista Degeneri
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ABIEZIONE DI COSCIENZA

Mentre in Italia la mattanza di donne fra le mura domestiche e di lavoratrici e lavoratori nei luoghi di lavoro procede in una complice e connivente indifferenza, nella città di Napoli sommersa fra cumuli mefitici d'immondizia si assiste all'ennesimo atto di violenza e sopraffazione nei confronti di una donna, "rea" di aver usufruito della legge 194. La sera dell'11 febbraio, infatti, alcuni solerti uomini in divisa hanno fatto irruzione, senza alcun mandato, nel reparto del Policlinico di Napoli in cui si eseguono le interruzioni di gravidanza, in cerca di una donna colpevole, a loro parere, di "feticidio" – in realtà la donna aveva abortito un feto morto.

Al crescendo di delirio feti-cista di queste ultime settimane mancavano solo le forze dell'ordine!

Tutto ciò è ancora più paradossale se consideriamo che a Napoli e dintorni l'esistenza delle discariche abusive stracolme di rifiuti tossici è causa, da anni, di seri problemi alla salute dellepopolazioni locali. Fra le innumerevoli sostanze tossiche basti citare la diossina, spesso causa dell'endometrosi (con tutti gli effetti connessi, fino alla sterilità femminile) e delle malformazioni fetali.

Non smetteremo mai di ripeterlo: a oltre 30 anni dal crimine dell'Icmesa di Seveso, il rapporto tra nocività, produzioni di morte e difesa ipocrita della vita permane invariato: mentre intere popolazioni vengono avvelenate in nome del profitto col benestare delle istituzioni, ad essere perseguitate e criminalizzate sono le donne che abortiscono.

Per quanto riguarda l'interruzione volontaria di gravidanza, si sta passando dalla già grave obiezione di coscienza ad una vera e propria abiezione di coscienza.

Di fronte a questa rapida e crescente degenerazione pensiamo sia sempre più urgente dare risposte concrete e rilanciamo con forza la campagna 'Obiettiamo gli obiettori', come primo passo per un percorso di autodeterminazione e autodifesa del corpo, della salute e della vita.

Collettivo femminista Maistat@zitt@, Milano

http://www.vieneprimalagallina.org/

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"La donna libera dall’uomo, tutti e due liberi dal Capitale"

(Camilla Ravera - L’Ordine Nuovo, 1921)

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Sciopero generale, subito!

Stop agli omicidi del profitto! Blocchiamo per un giorno ogni attività. Fermiamo la mano assassina del capitale. Organizziamoci nei posti di lavoro in comitati autonomi operai con funzioni ispettive. Vogliamo uscire di casa... e tornarci!

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