2.3.08

 

Giugliano, si dà fuoco contro la discarica


La donna si è cosparsa di benzina. Non è in gravi condizioni

Napoli. Dopo quei lunghi 67 giorni di presidio che scongiurarono l'ipotesi della riapertura della discarica di Taverna del Re a Giugliano, in provincia di Napoli, Lucia ieri non ce l'ha fatta a sopportare il valzer degli iter burocratici istituzionali. (Ilaria Urbani)

La donna, 46 anni, sempre in prima fila durante le proteste cittadine non ha retto e si è cosparsa di benzina, dandosi fuoco davanti ai cancelli della discarica riaperta mercoledì dal commissario per l'emergenza rifiuti Gianni De Gennaro. Poteva andare molto peggio, mentre invece Lucia De Cicco, che dalla nascita soffre di un handicap alle gambe, ha riportato solo alcune ustioni al viso per le quali i medici del Centro grandi ustionati dell'ospedale Cardarelli le hanno prescritto una prognosi di 20 giorni. La donna non ha voluto sentire ragioni e ieri mattina si è incatenata ai cancelli della discarica insieme a Carlo Ruggiero, portavoce dell'associazione «Napoli vive io la difendo» e ha minacciato di darsi alle fiamme. Poco dopo Lucia è passata ai fatti, gettandosi benzina sul corpo. «Mi sono sentita derisa e imbrogliata dallo Stato - ha detto Lucia dall'ospedale - un funzionario di polizia mi ripeteva in continuazione: "potete stare qui anche dieci giorni, ma le cose non cambieranno". Le proteste pacifiche non fanno notizia. Alla fine è sempre la violenza che vince».

Lucia ha voluto difendere con i denti quel territorio dove vive da 16 anni con i suoi due figli, non ha voluto arrendersi a quella puzza irrespirabile che dall'estate scorsa attraversa le zone di Villaricca, Lago Patria, Giugliano, Marano, Quarto e Pozzuoli. La stessa della zona orientale di Napoli. Il piano De Gennaro infatti continua a fare acqua da tutte le parti. Solo l'intervento tempestivo delle forze dell'ordine ha salvato ieri la donna dal peggio. Un folto cordone di polizia infatti presidiava la zona per difendere la decisione contenuta nell'ordinanza 98 con la quale il commissario di governo ha stabilito la riapertura per altri 5 giorni della discarica per lo stoccaggio delle balle di rifiuti in uscita dagli impianti ex Cdr. «Questa decisione è una sconfitta per lo Stato - ha commentato Carla Ruggiero - lo Stato smentisce se stesso, ancora una volta». Lucia si è sentita tradita ancora una volta dalle istituzioni, dicono i cittadini che come lei stanno protestando da ieri davanti al sito di Taverna del Re. «Non credevo arrivasse a questo però - spiega Pina Elmo, altra pasionaria del comitato - è stato un incubo stavo cercando di oltrepassare il cordone della polizia per raggiungere lei e Carla e convincere entrambe a desistere, ma ad un certo punto Lucia si è arrabbiata».

I residenti insieme ai comitati cittadini «Napoli vive, io la difendo» e «Giugliano Fronte popolare Attac» erano andati via il 31 dicembre dal sito con una vittoria in tasca, dopo un presidio durato oltre due mesi. La zona infatti era stata posta sotto sequestro dalla procura di Napoli per 24 ore ad aprile poi riaperta, per poi essere richiusa e riutilizzata ad ottobre. Un tira e molla che ha portato la disperazione dei cittadini alle stelle perché il deposito ospita già oltre 5 milioni di ecoballe non a norma. Una sentenza dell'8a sezione del Tribunale civile il 29 novembre stabiliva che fino a quando la società Fibe non avesse provveduto all'imballaggio con teli idonei, Taverna del Re doveva chiudere i battenti. Ma, come se nulla fosse, il sito invece è stato riaperto il 21 dicembre scorso per essere chiuso e nuovamente riaperto il 26 dicembre. Il giorno seguente la polizia ha caricato la folla, forzando i blocchi, e permettendo l'ingresso all'interno di 50 camion pieni zeppi di spazzatura. Erano i giorni precedenti alla rivolta di Pianura, la tensione era nell'aria, e i cittadini di Giugliano non hanno mollato. Non hanno lasciato passare neanche più un camion che trasportava immondizia. A poche ore dal nuovo anno Taverna del Re dunque è stata chiusa. E a dopo meno di due mesi è ancora lì pronta a ricevere altra spazzatura.

(il manifesto, 1.3.08)

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"La donna libera dall’uomo, tutti e due liberi dal Capitale"

(Camilla Ravera - L’Ordine Nuovo, 1921)

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