14.1.08

 

Roma: l'assemblea nazionale delle donne del 12 gennaio


«Legge 194, niente passi indietro». Le femministe snobbano Ferrara

«Papa, Veltroni e antiabortisti, non fatevi illusioni». Ieri a Roma l'assemblea delle donne. Per l'8 marzo preparano iniziative in tutta Italia (Daniela Preziosi)

Roma. Il bilancio della manifestazione nazionale contro la violenza degli uomini sulle donne, lo scorso 24 novembre nella capitale, è più che positivo. La «cacciata» delle ministre dalla piazza è stato un gesto «di lotta e di autodifesa» per conservare protagonismo e autonomia. Le prossime mosse saranno due giorni di approfondimenti tematici, il 23 e il 24 a Roma, poi un 8 marzo da celebrare con iniziative specifiche in tutte le città. Ieri l'assemblea nazionale delle donne e delle lesbiche (questa è la definizione che viaggia negli interventi) era convocata nella storica sede della Casa internazionale delle donne. In una sala troppo piccola però, e francamente non si capisce il motivo di tanta stitichezza di spazi. Sono arrivate in trecento, da tutta Italia, soprattutto giovani e giovanissime, per discutere di patriarcato, di autodeterminazione e di come trasformare «un movimento carsico» in un riferimento politico permanente. Forse il sito http://www.controviolenzadonne.org/, che finora ha fatto da collettore per tutte, si doterà di una mailing list, forse si sperimenteranno nuove forme attraverso la rete per raggiungere le donne che non c'erano il 24 novembre in piazza (ma che, in molte hanno testimoniato, si sono ugualmente sentite coinvolte dalla radicalità di quell'evento).

Fatto sta che fra le tante urgenze, ieri, quella di rispondere all'attacco alla legge 194 sferrato dal Vaticano e dal direttore del Foglio Giuliano Ferrara - che ieri nelle stesse ore consumava il suo blitz in una riunione del Pd - era la meno sentita. Non perché non si intenda vigilare sul diritto di aborto - anche se la difesa della 194 non è una priorità negli interventi delle lesbiche - ma perché, hanno ripetuto molte, «non ci facciamo dettare la nostra agenda da Ferrara». Piuttosto che produrre comunicati ad uso e consumo del circo mediatico, queste donne stanno svolgendo inchieste regione per regione sullo stato dei consultori.

Nel dibattito non sono mancati i momenti emozionanti. Come quando Linda, del centro Alma Sabatini, 88 anni, ha lentamente attraversato la siepe delle ragazze sedute per terra per raggiungere Nicole, ragazzina ribelle decenne [di Milano], lì con la nonna, «noi due insieme facciamo cento anni di femminismo». O quando la filosofa e memoria storica delle donne Lea Melandri ha spiegato di aver «riconosciuto» come «simili» le pratiche radicali delle più giovani. Forse anche nell'eccesso di autorganizzazione e in una qualche refrattarietà alle alleanze, che potrebbe trasformarsi in un limite per quest'alba di movimento. Queste donne si prendono tutto il loro tempo per pensarci su. Nel frattempo si vedranno alla 'laica frocessione' all'università la Sapienza di Roma durante la visita di papa Ratzinger, dove sarà accolto dal sindaco Veltroni e dal ministro Mussi. E alla manifestazione No Vat(icano) del prossimo 8 febbraio.

(il manifesto, 13.1.08)
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- V. le relazioni delle delegate di Milano, Torino e Gorizia-Monfalcone

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"La donna libera dall’uomo, tutti e due liberi dal Capitale"

(Camilla Ravera - L’Ordine Nuovo, 1921)

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