24.1.08

 

Autodifesa della vita: l'ultima parola è la nostra!


Proposta alle compagne milanesi per un 8 marzo non rituale

Con gonnelloni o pantaloni, porporati o ingrigiti, inginocchiati o daipulpiti, sono sempre uomini a pontificare sui nostri corpi. Quelli che appoggiano le guerre e i massacri in nome dello "scontro di civiltà", che accettano e giustificano l'inquinamento, le produzioni nocive e le morti sul lavoro come "effetti collaterali" del profitto e del progresso, sono gli stessi che non dicono una parola sulla violenza contro le donne in famiglia ma ­ forti anche delle complicità di alcune donne di potere additano come assassine le donne che scelgono di interrompere gravidanze non desiderate. Questi feti-cisti farneticano di seppellimenti di feti, cimiteri di feti, feti-cyborg tenuti in vita a forza: mucchietti di cellule inconsapevoli vengono così resi portatori di diritti che poi non sono garantiti a donne e uomini adulte/i e consapevoli. (Riceviamo, approviamo e pubblichiamo)

Il vero assillo di questi feti-cisti è il controllo delle nostre sessualitàe possibilità riproduttive. Ciò che ipocritamente chiamano "difesa dellavita" è in realtà uno strumento ideologico di controllo e di repressione delle pratiche di autodeterminazione delle donne, così come la violenzafemminicida diventa un pretesto per sdoganare politiche securitarie e razziste e tenere le donne imprigionate fra le mura domestiche, riducendoci a soggetti da "proteggere".

Ci vorrebbero terrorizzare o criminalizzare per gestire le nostre vite, perridurre le possibilità di scelta e di movimento, per addomesticarci.

L'assemblea delle donne di Roma ha stabilito una due giorni di confronto (23-24 febbraio) e la costruzione di mobilitazioni in tutte le città per l'8marzo.

Proponiamo di costruire un'iniziativa di piazza a Milano che continui il percorso aperto dal corteo del 24 novembre scorso, in cui come donne abbiamo gridato la nostra VERA "difesa della vita" e la nostra VERA sicurezza: l'AUTODIFESA DELLA VITA.

In un contesto in cui la precarietà non è solo lavorativa ma è ormai unacondizione di vita, dove la famiglia rappresenta al contempo una gabbia femminicida e spesso il solo ammortizzatore sociale, rendere pubbliche lenostre pratiche di AUTODIFESA DELLA VITA ci sembra uno strumento politicoefficace non solo per demistificare le ipocrisie ma anche per valorizzare i percorsi di autonomia reale delle donne che hanno scelto di rompere colvittimismo e con le complicità col dominio patriarcale.

Proponiamo, quindi, un'iniziativa pubblica per l'8 marzo che non si riduca a un rituale né semplicemente ad una manifestazione, ma che sia un'occasioneper rendere pubbliche le nostre denunce e pratiche politiche in difesa della qualità della vita: in poche parole manifestare la nostra AUTODIFESA DELLA VITA, che accomuna il nostro agire politico nel quotidiano coi percorsi delle donne nelle lotte territoriali contro guerre e nocività: ­ No Tav, NoDal Molin, ecc. - e con le pratiche di rottura delle complicità e delle logiche di rappresentanza.

Vorremmo individuare insieme degli obiettivi e trovare modalità comunicative per presentare i nostri punti di forza, cioè nel mostrare positivamente i nostri percorsi e l'autonomia degli stili di vita che pratichiamo, esplicitando le nostre strategie di resistenza a tutte le forme di prevaricazione e di negazione del diritto di autodeterminazione e di scelta, in famiglia, nel lavoro, nella vita.

Invitiamo le compagne interessate a questo percorso a partecipare ad una riunione lunedì 28 gennaio, alle 21 (puntuali), c/o CDM, corso Garibaldi 91, MM2 Moscova (citofonare Collettivi Donne Milanesi), per un primo momento di confronto.

Collettivo femminista Maistat@zitt@ (Milano)

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Comments:
ciao! sn d'accordissimo cn tutto quello k dici...se la manifestazione c sarà, c verrò puoi stare certa!!..
avrei bisogno d un favore..potresti inviarmi il banner d ciudad juarez oppure dirmi dove lo posso trovare??..lo cerco ma nn lo trovo..la mia email è wonder_ely@hotmail.it..oppure visita il mio sito www.universofemminile.splinder.com
grazie!!
 
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"La donna libera dall’uomo, tutti e due liberi dal Capitale"

(Camilla Ravera - L’Ordine Nuovo, 1921)

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Sciopero generale, subito!

Stop agli omicidi del profitto! Blocchiamo per un giorno ogni attività. Fermiamo la mano assassina del capitale. Organizziamoci nei posti di lavoro in comitati autonomi operai con funzioni ispettive. Vogliamo uscire di casa... e tornarci!

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